Il 40% di energia termica acquistata dalle aziende italiane viene inutilizzato perché disperso nell’ambiente a seguito di un processo produttivo. Forni, essiccatori, impianti di aria compressa, impianti di condizionamento e refrigerazione potrebbero essere usati in maniera più efficiente grazie ad un sistema di recupero o di accumulo di calore. Nelle nuove costruzioni civili ameno il 20% dell’energia viene usata per riscaldare l’acqua calda sanitaria che una volta utilizzata finisce nelle vasche dell’impianto fognario aggiungendosi agli scarichi delle acque nere. Si è pertanto inconsapevoli di avere a disposizione un serbatoio di energia termica potenzialmente sfruttabile da una pompa di calore reflui/acqua adatta a riscaldare nuovamente l’acqua sanitaria con rendimenti elevati tipici delle sorgenti fredde ad alta temperatura.
